L’attività scientifica delle Unità Operative del Dipartimento
di Medicina Occupazionale ed Ambientale
è imperniata sul tema tradizionale della linea di ricerca
1 della Fondazione Salvatore Maugeri: l’identificazione
e la quantificazione dei fattori di rischio
nell’ambiente di lavoro e di vita e lo studio dei loro
meccanismi d’azione. L’evidenziazione ed il controllo
della presenza di xenobiotici a livello ambientale e/o
biologico in ambito lavorativo/occupazionale e nell’ambiente
di vita, nonché lo studio sperimentale,
clinico ed epidemiologico delle modalità di azione a
livello dell’organismo umano costituisce infatti il filo
conduttore di tutti i progetti di ricerca del Dipartimento,
il fine ultimo dei quali è la messa a punto di
indicatori di esposizione e/o di effetto e di valori di
riferimento utilizzabili in Medicina del Lavoro e in
Medicina Ambientale per il controllo di popolazioni
a rischio. Tale impostazione presuppone una stretta
collaborazione tra le diverse Unità operative con utilizzazione
reciproca di dati e metodologie operative
e un continuo confronto sulla progressione delle ricerche.
In ambito sperimentale si collocano essenzialmente
le ricerche impostate dal Laboratorio del Servizio di
Tossicologia, le quali si sono rivolte verso i seguenti
settori:
1) Valutazione degli effetti dell’esposizione perinatale
a contaminanti ambientali neurotossici quali
il metilmercurio (MeHg) e alcuni bifenilipoliclorurati
(PCB), quali il PCB153 e il PCB126, normalmente
co-presenti negli alimenti. La modulazione
in maniera differente della risposta a tali
stimoli tossici ha sottolineato ancora una volta la
necessità di mettere a punto e standardizzare un
pannello di test in vitro e in vivo atti a svelare effetti
cellulari e molecolari, che sono alla base di
possibili sinergismi o antagonismi, da impiegarsi
nella valutazione del rischio chimico.
La ricerca ha affrontato il problema in maniera
multidisciplinare attraverso la valutazione della
suscettibilità del sistema dopaminergico, colinergico
e serotoninergico alla co-esposizione ai
suddetti contaminanti nell’organismo in via di
sviluppo; nonché la valutazione degli effetti sull’espressione
genica cerebrale e il sistema neuroendocrino.
Un altro settore ha verificato se l’esposizione
ad un contaminante ambientale ubiquitario
quale il metilmercurio potesse favorire la
degenerazione di cellule nervose geneticamente
predisposte all’insorgenza della sclerosi laterale
amiotrofica (SLA). È in corso inoltre l’allestimento
di un database costituito da due sezioni riportanti
rispettivamente dati di letteratura clinici
e sperimentali che riguardano le relazioni tra
esposizione a composti neurotossici ambientali e
professionali, malattie neurodegenerative e alterazioni
dei sistemi colinergico/dopaminergico.
I risultati hanno evidenziato che sia il MeHg che
i PCB 153/126 assunti singolarmente e a basse
dosi durante il periodo perinatale, determinano
variazioni nella densità dei parametri cerebrali,
sopra riportati, nella prole allo svezzamento e
alla pubertà. In particolare gli effetti sono risultati
essere area-, sesso- e tempo- dipendenti.
Riguardo alla co-esposizione non sono stati osservati
effetti additivi o sinergici tra i composti.
I risultati dell’espressione genica hanno confermato
le differenze nelle risposte sesso correlate e
un consistente trend nella modulazione di pattern
di espressione genica nelle diverse età della prole.
Studi sui livelli serici di testosterone ed estradiolo
(E2) hanno altresì evidenziato che il PCB153 da
solo e in combinazione con il MeHg determina
cambiamenti di E2 che si manifestano alla pubertà
e persistono sino all’età adulta in entrambi i sessi.
I dati a livello centrale assumono particolare rilevanza
alla luce della co-presenza di queste neurotossine
in alimenti di largo consumo quali i
prodotti ittici e della particolare vulnerabilità del
sistema nervoso in via di sviluppo.
2) Sono stati inoltre messi a punto marker neurochimici
misurabili in cellule ematiche, come surrogati di alterazioni del sistema nervoso, che
vengono applicati in specifiche casistiche cliniche
di pazienti adulti e pediatrici affetti da patologie
neuropsichiatriche o da alcolismo. Gli
studi servono a definire il significato e il valore
predittivo di tali indicatori biologici periferici
nella diagnosi della patologia e nel monitoraggio
farmacologico. Alcuni di questi marker
neurochimici sono stati inoltre valutati, nell’ambito
di un progetto della comunità europea, in
una popolazione di bambini delle Isole FarOer
ove la presenza di MeHg e PCB nella fauna ittica
è ampiamente documentata e rappresenta
pertanto una significativa fonte di esposizione
di queste popolazioni ad inquinanti neurotossici.
3) Un settore della ricerca sperimentale è volto allo
sviluppo, validazione e applicazione di modelli
idonei a migliorare la fattibilità e il valore predittivo
dei test tossicologici in vitro in uso per la valutazione
del rischio chimico. Tali metodi, alternativi
all’uso dell’animale di laboratorio secondo
le direttive CEE, vengono applicati nell’ambito
dell’attività di ricerca a contratto, nel settore della
tossicologia cellulare e molecolare. Particolare
interesse è rivolto allo sviluppo di test in vitro capaci
di predire la ematotossicità in vivo. Gli effetti
mielotossici delle aflatossine B1 (AFB1) e M1
sono stati studiati sulle cellule progenitrici di diverse
linee ematiche avvalendosi di cellule di midollo
osseo/sangue di cordone ombelicale
umano e cellule di midollo osseo murino. I dati in
vitro sottolineano la moderata suscettibilitià delle
cellule murine all’AFB1, in linea con la ridotta
sensibilità del topo agli effetti mielotossici in vivo
dell’AFB1.
Studi di tossicologia sperimentale sono pure in
corso presso il Laboratorio di Tossicologia occupazionale
del Centro di Cassano Murge in particolare
attraverso la valutazione degli effetti a livello
cellulare (aumento dei micronuclei, aberrazioni
cromosomiche, scambio di cromatidi fratelli,
alterazione delle gap-junction) di alcuni xenobiotici.
Le attività correlate a progetti di ricerca e svolte
nel corso dell’anno 2006 dal Centro Nazionale di
Informazione Tossicologica, Servizio di Tossicologia,
all’interno del quale è operativo il Centro
Antiveleni di Pavia, hanno riguardato quattro settori
principali:
1. aspetti tossicologici delle emergenze NBCR;
2. intossicazioni acute da pesticidi;
3. determinazione urinaria dell’amanitina nelle
sospette intossicazioni da funghi;
4. disponibilità e utilizzo degli antidoti sul territorio
nazionale nel trattamento delle intossicazioni
acute.
Particolarmente significativa è risultata quest’ultima
ricerca per mezzo della quale è stata valutata
la disponibilità di antidoti di tutti i servizi di
urgenza degli ospedali del Servizio Sanitario Nazionale,
consentendo di acquisire informazioni
sulla localizzazione di questi farmaci su tutto il
territorio italiano. Per facilitare l’impiego degli
antidoti è stata quindi creata una banca dati che
consente a tutti gli ospedali di tenere aggiornata
la propria disponibilità e di richiedere agli altri
l’antidoto necessario in caso di carenza dello
stesso. Per migliorare la disponibilità di antidoti,
anche nelle situazioni di possibile rischio di
eventi chimici in ambiente industriale, il Servizio
ha inoltre attivato e gestito scorte di antidoti
presso insediamenti industriali e presso depositi
strategici in collaborazione con il Dipartimento
della Protezione Civile e il Ministero della Salute.
L’attività scientifica del Laboratorio di Misure Ambientali
e Tossicologiche ha affrontato i temi seguenti:
1. Valutazione dell’esposizione professionale a
chemioterapici antiblastici
Sono in fase di messa a punto metodi analitici per
la determinazione contemporanea di più principi attivi
(da 4 a 12) mediante HPLC-MS-MS sia in matrici
ambientali (wipe-tests, substrati di raccolta del
particolato ambientale) sia in fluidi biologici (urine).
È già stata validata una procedura per gemcitabina, taxolo, ciclofosfamide, ifosfamide nei wipe tests utilizzando
trofosfamide e cefalomannina come standard
interni. Relativamente al monitoraggio biologico
è in fase di messa a punto una procedura per
la determinazione della citarabina e del suo principale
metabolita in campioni di urina. È altresì prevista
la trasferibilità dei metodi di analisi in ambito
clinico.
2. Definizione dei Valori di Riferimento biologici
di inquinanti ambientali
È in preparazione una Lista sui Valori di Riferimento
(VR) per composti organoclorurati persistenti nel
siero della popolazione italiana che interessa i seguenti
composti: DDT, DDD, DDE, aldrin, dieldrin,
isomeri del lindano, esaclorobenzene, etc. Un’ulteriore
fase dello studio interesserà il confronto dei
VR rilevati in gruppi di popolazione italiana vs.
gruppi di popolazione indiana ancora esposti a tali
composti, incluso il DDT. Ulteriori composti per i
quali sono in corso di definizione i VR sono il bisfenolo
A per il quale mediante HPLC-MS-MS è prevista
la determinazione della sostanza tal quale e
della forma glucoronata (urine). Mediante DRCICP-
MS e utilizzo della ICP-MS ad alta risoluzione
sono attualmente oggetto di indagini analitiche elementi
in traccia come U, Pd, Sn, Zr, in campioni di
urine, siero e sangue intero.
3. Livelli di composti organoalogenati in soggetti
affetti da patologie neurodegenerative
e nel carcinoma mammario
La disponibilità di metodi analitici adeguati e dei VR
degli indicatori biologici menzionati al punto precedente
(con particolare riferimento ai composti organoclorurati,
inclusi i PCB) troverà applicazione nello
studio del morbo di Parkinson e della sclerosi laterale
amiotrofica. È altresì previsto un progetto di ricerca
sui livelli dei composti organoclorurati in pazienti affetti
da carcinoma mammario, prevedendo sia una
caratterizzazione del siero sia del tessuto grasso. Ciò
al fine di verificare differenze statisticamente significative
nella composizione dei singoli congeneri dal
punto di vista qualitativo e quantitativo.
4. Indicatori ambientali alternativi
È in corso di validazione una proceduta analitica per
la determinazione di elementi in traccia nei licheni,
da utilizzare come biomarcatori dei fenomeni di inquinamento
ambientale. Per quanto riguarda il
suolo e le acque sotterranee è stata sviluppata e validata
per l’incertezza estesa una procedura per gli
analiti previsti dalle attuali norme di legge. Per
quanto attiene alla determinazione di antiparassitari
in campioni di acque (incluse quelle destinate al
consumo umano e minerali) è in fase di messa a
punto un metodo per la determinazione contemporanea
di oltre 100 principi attivi.
5. Interferenti endocrini
È in fase di preparazione, in collaborazione con la
SITOR, una lista dei VR degli indicatori biologici utilizzati
per valutare l’esposizione a interferenti endocrini
nella popolazione generale. I dati ottenuti sperimentalmente
saranno valutati e confrontati con i
valori ottenuti in altri paesi europei ed extraeuropei
e riportati in letteratura. Quest’attività di ricerca interessa
anche lo studio dell’intake alimentare di
“Endocrine Disruptors” attraverso Studi di Dieta Totale.
Sono attualmente in corso collaborazioni in
Gruppi Lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità finalizzate
a evidenziare correlazioni tra esposizione
ambientale a interferenti endocrini e infertilità.
Nell’ambito del Laboratorio Monitoraggio Esposizione
Inquinanti Aeriformi (MEIA) conclusa la ricerca
sugli addotti all’albumina dell’acrilamide che
ha fornito preziosi indicatori biologici di esposizione,
sono in corso ricerche sulla valutazione dei composti
organici volatili nell’aria espirata di soggetti affetti
da patologie broncopolmonari professionali
(broncopatie, pneumoconiosi).
È stata inoltre iniziato nell’ambito dei Piani Attuativi
Locali (PAL) dell’Assessorato Sanità della Regione
Lombardia uno studio del rischio cancerogeno inalatorio
in addetti a calzaturifici o comunque esposti
a polveri di cuoio.
Presso il Centro di Ricerche Ambientali di Padova
attualmente si stanno sviluppando numerosi studi nel settore del campionamento diffusivo, tecnica
che consente di raccogliere dati ambientali con elevata
efficienza, senza consumo di energia e a costi
contenuti.
Una nuova camera di esposizione per condurre i
test di prestazione dei campionatori diffusivi, è in
fase di progettazione e sono allo studio metodi di
campionamento diffusivo per numerose sostanze:
monossido di carbonio e monossido di azoto, regolamentati
dalle direttive sull’aria ambiente; alcuni
composti cancerogeni come 1,3-butadiene ed isoprene;
la nicotina, tracciante del fumo passivo; l’acido
acetico e l’acido formico, inquinanti dannosi
per le opere d’arte figurativa esposte nei musei. Si
sta inoltre progettando un dispositivo sequenziale
per realizzare il campionamento diffusivo in siti remoti,
non presidiati da operatori.
In collaborazione con l’INSERM (Istituto di Ricerca
Medica Francese) si stanno studiando gli effetti sull’accrescimento
fetale dell’esposizione in gravidanza
ad alcuni composti organici volatili.
Infine, in campo climatologico, il Centro sta partecipando
ad un studio sulla ricostruzione del clima europeo
del secondo millennio.
Presso l’UO di Igiene Industriale di Pavia nella Sezione
Polveri si sta sviluppando la comparazione tra
la tecnica ufficiale di misura delle PM10 e la sua determinazione
indiretta mediante il numero di particelle
(lettore ottico laser).
Nel settore rischi fisici sono iniziate le prove di diverse
configurazioni di radiello in termini di adsorbente-
corpo diffusivo al fine di individuare le configurazioni
ottimali per la ricerca del radon. È in atto
lo studio delle apparecchiature e sistemi che presentano
emissioni elettromagnetiche potenzialmente
in grado di interferire con altre apparecchiature
o con il corpo umano stesso.
Nel settore valutazione dei rischi lavorativi si sta sviluppando
la realizzazione di un sistema di gestione
della sicurezza mediante la stesura di Istruzioni
Operative specifiche come da linee guida SGSL
(UNI-INAIL).
Presso le Unità Operative di Medicina del Lavoro
(UOOML - UOMOMA - ML) l’attività scientifica riguarda
prevalentemente gli aspetti clinici della patologia
professionale e ambientale (essendo strettamente
connessa all’attività ambulatoriale e di DH);
essa è soprattutto incentrata sulla validazione di protocolli
per l’inquadramento diagnostico precoce di:
- patologia asbesto-correlata
- pneumoconiosi
- disordini muscolo-scheletrici
- intossicazioni professionali e ambientali
- patologia da mobbing.
L’attività di ricerca sperimentale (su modelli animali)
è svolta in collaborazione con l’Istituto di Farmacologia
dell’Università di Pavia e riguarda i meccanismi
fisiopatologici dell’asma bronchiale professionale.
Unità Operative e Servizi del Dipartimento
sono impegnati in programmi di ricerca previsti dai
Piani Attuativi Locali della Regione Lombardia in
collaborazione con le ASL di Pavia e Lodi.
Infine presso il Servizio autonomo di Allergologia e
Immunologia proseguono le ricerche sullo studio
della infiammazione bronchiale tramite espettorato
indotto nella rinite e nell’asma professionale e sullo
studio del genotipo in lavoratori con asma da isocianati
o esposti al rischio specifico.
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