Le finalità dell’attività di ricerca del Dipartimento si
realizzano nell’ambito dell’attività clinico-assistenziale
di alta specialità e sono volte all’ampliamento
delle conoscenze in campo epidemiologico, al perfezionamento
delle metodiche di valutazione funzionale,
all’applicazione di percorsi terapeutici innovativi,
allo svolgimento di studi di efficacia su procedure
e interventi farmacologici, e alla misurazione
dell’outcome in tutte le principali patologie neuromotorie
di interesse riabilitativo. Questi studi contribuiscono
ad una migliore comprensione del deficit
funzionale, garantendo una pianificazione più mirata
dell’approccio riabilitativo. A questi campi di
studio si sono affiancate specifiche ricerche di base,
finalizzate all’individuazione dei meccanismi fisiopatogenetici responsabili del danno in pazienti con
malattie neurologiche acute e croniche.
L’attività del Dipartimento si sviluppa in stretta collaborazione
con gli altri Dipartimenti della Fondazione,
e dispone di consolidate sinergie con Istituti
di ricerca nazionali e internazionali per la realizzazione
di progetti multicentrici e per favorire la formazione
e la didattica.
Le attività di ricerca corrente mantengono uno sviluppo
secondo linee principali che possono essere
inquadrabili come segue:
1. Ricerca di base
2. Ricerca clinica (epidemiologia, misure di outcome,
organizzazione di percorsi assistenziali,
trials clinici, qualità di vita)
3. Analisi del controllo motorio (fisiopatologia della
postura, dell’equilibrio e del movimento)
4. Neurofisiologia clinica e sperimentale
5. Neuropsicologia clinica.
Ricerca di base. L’attività di ricerca sperimentale
del Dipartimento è mirata a identificare dei marcatori
biomolecolari nei tessuti periferici di pazienti affetti
da malattie neurodegenerative, con particolare
riferimento alla sclerosi laterale amiotrofica, patologia
in cui da molti anni la Fondazione ha maturato
in alcuni dei suoi centri un modello assistenziale basato
sull’approccio interdisciplinare che è tuttora di
riferimento sia a livello nazionale che internazionale.
Lo scopo delle ricerche è di fornire parametri utili
alla diagnosi precoce di questa malattia e di capirne
i meccanismi patogenetici. Il progetto prevede lo
sviluppo di modelli cellulari come i linfociti e i fibroblasti
cutanei nei quali indagare le variazioni di
meccanismi cellulari quali possibili fattori responsabili
della malattia.
Altri studi sono indirizzati all’acquisizione di dati sull’espressione
qualitativa e quantitativa su tessuto
muscolare di indici di stress ossidativo (quali l’Ossido
Nitrico Sintetasi) e sui livelli plasmatici di nitriti/
nitrati in pazienti con polineuropatie e miopatie
secondarie a malattie critiche.
Alcuni studi sperimentali indagano la patogenenesi
della malattia di Parkinson, in particolare i difetti del
sistema ubiquitina-proteasoma, le modificazioni a
carico del complesso Fe-neuromelanina indotte
dallo stress ossidativo, l’effetto citoprotettivo della
alfa-sinucleina.
Ricerca clinica (epidemiologia, misure di outcome,
standard di assistenza, trial clinici, qualità
di vita). L’attività di ricerca si estende a studi
epidemiologici, organizzazione di percorsi terapeutici,
trial clinici al fine di migliorare la presa in cura
e la qualità della vita dei pazienti affetti da patologie
gravemente invalidanti, quali stroke, mielolesioni,
malattie neurodegenerative, malattie osteo-articolari.
Gli studi epidemiologici includono la valutazione del
rischio di stroke ricorrente in pazienti con malformazioni
cardiache, il rischio di cadute in pazienti
con morbo di Parkinson, la presenza di dolore nelle
polineuropatie croniche, lo studio prospettico su
fattori prognostici significativi in pazienti con lesioni
midollari. Alcuni studi epidemiologici riguardano la
sclerosi laterale amiotrofica. È stato portato a termine
uno studio di coorte sui calciatori professionisti
italiani; inoltre è stato studiato l’effetto dei
centri di riferimento, dotati di team interdisciplinari,
nel migliorare l’outcome e ridurre l’uso delle strutture
ospedaliere.
Sono state affrontate le problematiche nutritive sia
dal punto di vista dell’accertamento diagnostico che
della qualità dell’intervento in pazienti con gravi cerebrolesioni
e con mielolesioni traumatiche recenti.
È stata indagata l’importanza del ruolo degli esami
urodinamici e della gestione dei sintomi urinari nei
pazienti con sclerosi multipla.
Ricercatori del Dipartimento hanno contribuito all’attività
del Gruppo di Studio della SIMFER per elaborare
le Linee Guida per l’osteoporosi. I cardini del
trattamento riabilitativo dell’osteoporosi sono stati
identificati nelle metodiche cinesiterapiche volte a
favorire l’incremento di massa ossea, e nelle tecniche
di miglioramento della coordinazione ed equilibrio
per ridurre il rischio di caduta.
Seguendo le sollecitazioni dell’OMS sono stati studiati
modelli di intervento di tipo biopsicosociale in ambito riabilitativo in particolare in pazienti con esiti
di trauma cranio-encefalico, al fine di attuare un
reinserimento psicosociale adeguato alle risorse cognitive
e alle abilità comportamentali residue.
Altre linee di ricerca vertono sulla definizione di modalità
di impiego nella pratica riabilitativa della “International
Classification of Functioning Disability
and Health” (ICF); uno studio in particolare ha contribuito
a definire i Core Sets ICF utilizzabili nello
stroke e BPCO per valutarne la loro reale applicabilità
clinica.
Analisi del controllo motorio. All’interno del Dipartimento
vengono portate avanti ricerche sullo
studio del movimento umano e della sua plasticità
in condizioni normali e in varie situazioni patologiche,
che coinvolgono principalmente il Sistema
Nervoso Centrale e Periferico, con particolare enfasi
su controllo posturale (stabilometria, posturografia),
locomozione e movimento volontario in condizioni
di perturbazioni interne (esempio: fatica) ed esterne
(esempio: vibrazione muscolare) ed in condizioni di
deficit sensoriali o di disturbi del movimento. In particolare,
i progetti vertono su: a) controllo di un movimento
volontario complesso: effetti della fatica di
un gruppo muscolare posturale sulla coordinazione
tra arto superiore ed arto inferiore; b) controllo della
stazione eretta in condizioni non perturbate: ruolo
delle variazioni di eccitabilità del riflesso monosinaptico;
c) controllo dell’equilibrio in condizioni dinamiche:
l’effetto della visione ed il tempo di integrazione
dell’input visivo; d) controllo dell’equilibrio
in condizioni dinamiche in pazienti ipovedenti. Prosegue
anche lo sviluppo di ricerche sull’analisi del
cammino, come la programmazione e l’esecuzione
del cammino lungo traiettorie non rettilinee e il
ruolo delle informazioni propriocettive durante il
cammino.
Neurofisiologia clinica e sperimentale. Proseguono
gli studi relativi all’uso di indagini neurofisiologiche
al fine di approfondire i meccanismi fisiopatologici
responsabili di una serie di alterazioni del
sistema nervoso centrale e periferico, per valutarne
l’appropriatezza, per indirizzare il progetto terapeutico
globale e disporre di validità prognostica sull’outcome.
Un campo di grande interesse è rappresentato dagli
studi sulla diagnosi e il trattamento del dolore, come
gli studi sugli effetti della TENS sulla soglia dolorifica.
Vengono studiati i meccanismi neurofisiologici
della neurostimolazione spinale, con particolare riferimento
all’attivazione antidromica delle fibre nervose
del cordone posteriore e alla facilitazione sui
motoneuroni spinali. La microneurografia è impiegata
nel campo del dolore, della fatica muscolare,
della tipizzazione fibrale e sulla inferenza del neurovegetativo
nel recupero neuromotorio.
La stimolazione magnetica corticale viene studiata
per i suoi effetti sia di facilitazione sui motoneuroni
che di tipo antalgico. Sono stati condotti anche
studi che utilizzano la stimolazione magnetica transcranica
per valutarne l’affidabilità nella diagnosi
dei disturbi respiratori in malattie neuromuscolari e
per studiare la fatica muscolare nei disturbi del movimento
e, più in generale, in ambito riabilitativo.
La tecnica di biopsia cutanea neurodiagnostica è
applicata in riabilitazione per studiare l’innervazione
cutanea, per diagnosticare precocemente e quantificare
le lesioni nervose periferiche; è inoltre studiata
quale indice di avvenuta reinnervazione dopo
lesione nervosa periferica e quale substrato patogenetico
delle allodinie cutanee invalidanti.
Altri studi valutano la sicurezza e l’efficacia dell’impiego
della stimolazione cerebrale profonda nel
morbo di Parkinson.
La “robotica riabilitativa” utilizza macchine costruite
per migliorare ed accelerare il recupero funzionale
in pazienti affetti da deficit motori. Il sistema già
messo a punto nei nostri laboratori permette la realizzazione
di movimenti di “reaching” in coordinate
planari per l’arto superiore. Proseguiranno le applicazioni
in pazienti affetti da ictus cerebrale in fase
subacuta e stabilizzata.
Neuropsicologia clinica. Le tematiche principali
sono indirizzate alla valutazione e al trattamento
nelle sequele neuropsicologiche di gravi cerebrolesioni, traumatismi cranio-encefalici e di patologie
neurodegenerative.
In particolare le ricerche vertono su: a) studio dei disturbi
lessicali e semantici nella malattia di
Alzheimer; b) validazione dell’efficacia del trattamento
logoterapico nei pazienti afasici e valutazione
quantitativa dell’evoluzione del disturbo afasico;
c) identificazione di elementi prognostici clinici
e neuropsicologici in pazienti con trauma cranico;
d) studio dei deficit cognitivi in corso di patologie
neurologiche croniche o esitati a lesioni cerebrali
focali; e) studio di modelli cognitivi per l’interpretazione
dei deficit di programmazione ed esecuzione
dei movimenti volontari; f) identificazione di marcatori
neuropsicologici per la diagnosi precoce di malattia
di Alzheimer; g) studio dei deficit cognitivi in
corso di patologie cardiologiche acute o croniche.
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