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Dipartimento di Pneumologia Riabilitativa

L’attività di Ricerca del Dipartimento di Pneumologia Riabilitativa, espressa attraverso i contributi delle singole Divisioni che ad esso afferiscono è da considerarsi sede elettiva di una medicina basata sul continuo dialogo multidirezionale e multidisciplinare tra ricerca di base, ricerca applicata e ricerca clinica in ambito pneumologico. Questa, pur articolandosi, com’è nella tradizione scientifica di questo Dipartimento, attraverso diversi ambiti di ricerca che vanno dalla Riabilitazione Polmonare alla Farmacologia Clinica in ambito respiratorio, è caratterizzata da una stretta connessione con l’attività clinico- assistenziale, in un rapporto interattivo, tanto che se da un lato i dati clinici costituituiscono la base di partenza degli Lavori scientifici, dall’altro la ricerca, finalizzata allo sviluppo di conoscenze dedicate alla verifica, al miglioramento dei protocolli diagnostici ed allo sviluppo di specifiche aree di eccellenza nel campo delle malattie respiratorie, fornisce le proposte di sperimentazione mirate al trasferimento dei risultati ottenuti nella pratica clinica. In quest’ottica il Dipartimento ha così consolidato la sua attività lungo le seguenti linee di ricerca:

Riabilitazione dell’Insufficienza Respiratoria delle Malattie Croniche Ostruttive. Afferiscono a questo filone di ricerca tematiche dedicate alla valutazione dei parametri clinico funzionali indicativi del danno respiratorio, allo studio dei fattori di rischio e delle possibilità di prevenzione delle complicanze delle malattie respiratorie ed in particolar modo al recupero delle disabilità che ne deriva. Tra le modalità di trattamento non farmacologico emerge, raccomandata da forti evidenze scientifiche che ne documentano l’efficacia, la Riabilitazione Polmonare (RP), che se integrata nel trattamento individualizzato del paziente, è in grado di ridurre i sintomi, ottimizzare lo stato funzionale, aumentare la performance fisica, recuperando, quindi, i pazienti ad uno stile di vita indipendente e produttivo, attraverso la stabilizzazione della malattia o invertendo le manifestazioni sistemiche della stessa. Resta, pertanto, grande l’interesse dei ricercatori del Dipartimento, impegnati come sono nella messa a punto di programmi globali di trattamento della patologia respiratoria comprendenti aspetti riabilitativi e nutrizionali, in un costante monitoraggio della progressione tramite strumenti avanzati per la valutazione degli “outcomes”, soprattutto riguardo a problemi ancora aperti sugli effetti della RP, il suo impatto su outcomes importanti, quali l’utilizzo delle risorse sanitarie o la sopravvivenza, gli effetti su malattie polmonari non ostruttive, la struttura ideale e le componenti essenziali di un programma riabilitativo, il miglior modo di valutare i risultati e l’impatto economico sul Sistema Sanitario. Notevole interesse riveste, poi, per il Dipartimento di Pneumologia, il campo della telemedicina che grazie alla disponibilità di nuove tecnologie e programmi di telesorveglianza per patologie croniche invalidanti, quali la BPCO e la IRC, permette di seguire adeguatamente l’evoluzione di tali patologie, ottimizzando l’accesso a strutture sanitarie senza perdere in qualità di assistenza. Infine, Grande attenzione è anche rivolta allo studio delle malattie rare, in particolar modo lo studio del deficit di alfa-1 antitripsina.

Disturbi Respiratori del Sonno. I disturbi respiratori del sonno rappresentano una percentuale non trascurabile delle patologie dell’Apparato Respiratorio. Pertanto, negli ultimi anni si è osservato un interesse sempre crescente del Dipartimento verso questa particolare classe di patologie ed i percorsi diagnostici ad essa relativi. La capacità di diagnosticare patologie sonnocorrelate è di fondamentale importanza nell’impostazione di Programmi Riabilitativi anche per le possibilità terapeutiche con ossigenoterapia e/o ventilazione notturna, in particolare in soggetti IRC o a limite per tale patologia. Pertanto le direttrici principali di ricerca in quest’ambito sono rivolte a studi dedicati alla identificazione di metodiche funzionali e di score clinico per l’identificazione di pazienti da sottoporre ad esame polisonnografico.

Terapia Intensiva. L’interesse dei ricercatori del Dipartimento per questo filone di ricerca è confermato dai numerosi studi in corso mirati ad una migliore ottimizzazione dell’utilizzo della ventilazione meccanica, la cui efficacia ha già evidenza clinica, in diverse tipologie di pazienti e nel trattamento dell’Insufficienza Respiratoria Acuta (IRA) sostenuta da varie patologie ed in particolare nei soggetti affetti da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). In particolar modo, notevole interesse ha rivestito lo studio della NIV nell’IRA che si è dimostrata in grado di ridurre il numero di intubazioni endotracheali, la ventilazione meccanica invasiva, le successive complicanze e la mortalità. I vantaggi di questo trattamento sono tutt’ora in studio per poterne mettere in luce le potenzialità in particolari situazioni cliniche critiche, quali ad es. il trattamento della patologia respiratoria in uno stadio avanzato o nel facilitare lo svezzamento dal ventilatore, definendo i tempi ed i modi dell’applicazione, in particolare, dello stesso trattamento.

Fisiopatologia e Meccanica Respiratoria. Gli orientamenti dell’attività di ricerca in questo settore sono direttamente collegati alle attività cliniche, infatti, alcune tematiche di ricerca nel campo della meccanica respiratoria nel soggetto critico sono state sviluppate producendo interessanti risultati, principalmente riguardo alle modalità di ventilazione meccanica e/o di svezzamento dal ventilatore. In particolar modo sono state studiate risposte fisiologiche durante un processo di svezzamento in soggetti trachostomizzati, l’aggiunta di ventilazione a percussione intrapolmonare al normale ciclo fisioterapico, (riscontrando un miglioramento degli scambi gassosi e della meccanica polmonare), ed alcune tecniche di svezzamento in casi di ventilazione proporzionale assistita in soggetti BPCO.

Indagini Biologiche in Pneumologia. L’attività di ricerca in questo settore, supportata da una specialistica attività di laboratorio, ha come scopo principale quello di conoscere le basi biologiche dell’Asma e della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), esplorando approcci preventivi e terapeutici sperimentali, in particolar modo attraverso l’identificazione di nuove metodiche non invasive che possano permettere il riconoscimento e il monitoraggio dell’infiammazione delle vie aeree, da sempre uno degli obiettivi della ricerca in campo pneumologico. La tecnica dell’Espettorato Indotto si è rivelata appunto una delle metodiche più adatte a questo scopo. Essa è in grado di fornire informazioni dirette circa il grado di infiammazione bronchiale e quindi in grado di aumentare le possibilità di diagnosi e di monitoraggio della patologia respiratoria. Infatti, utilizzando tale metodiche, che permette la misurazione di indicatori di attivazione cellulare, viene valutato il tipo e il grado di infiammazione bronchiale allo scopo di definire i meccanismi fisiopatologici e l’efficacia del trattamento farmacologico.

Farmacologia Clinica. Va sottolineato, inoltre, l’attività di ricerca dipartimentale nell’area farmacologica, infatti il Dipartimento si è rivelato in grado di attrarre, con la sua organizzazione in termini di procedure scientifiche definite e validate dal Comitato Etico e dalla Direzione Scientifica Centrale, finanziamenti privati dall’Industria farmaceutica per l’esecuzione di Trials Clinici farmacologici multicentrici nazionali ed internazionali. Sono molteplici gli approcci terapeutici nel trattamento delle patologie respiratorie, aventi come obiettivo principale quello di prevenire e controllare i sintomi, ridurre la frequenza e la gravità delle riacutizzazioni, con conseguente riduzione di ricoveri ospedalieri, migliorare la Qualità di Vita (QdV) e la tolleranza allo sforzo. Un ruolo fondamentale è rivestito dalla terapia farmacologica. A questo proposito si sono conclusi alcuni protocolli di ricerca multicentrici interdipartimentali su tematiche quali l’aderenza al trattamento nell’Asma, l’immunoterapia sublinguale per l’allergia all’acaro nella Rinite moderata e la necessità di un approccio basato sull’evidenza clinica nella riacutizzazione di BPCO. Nell’attuare i programmi di ricerca sperimentale e clinica il Dipartimento ha instaurato una fitta rete di collaborazioni con Istituti universitari ed Istituti di ricerca nazionali ed internazionali. La sua attività di ricerca favorisce, inoltre, una proficua attività didattica e formativa; peculiare la sua capacità di inserirsi in rete sia con l’attività scientifica degli altri Dipartimenti che con altri Istituti di Ricerca, per la produzione di progetti specifici e multidisciplinari. Va inoltre menzionata l’attività scientifica di molti ricercatori afferenti al Dipartimento in qualità:

  • relatori e/o organizzatori di convegni scientifici di livello nazionale ed internazionale
  • revisori ECM
  • membri di comitati editoriali
  • revisori di riviste scientifiche di carattere nazionale ed internazionale.

L’attività formativa, infine, si è esplica anche attraverso l’attività editoriale del “Monaldi Archives for Chest Disease”, unica rivista nazionale recensita del settore.