Cadute in ospedale? Un percorso di qualità per ridurle efficacemente

Comunicato stampa

23.02.2015

Analizzata una banca dati dell’IRCCS Fondazione Maugeri di oltre 150 mila ricoveri, dal 2010 al 2014, che evidenzia dove e come intervenire per ridurre le cadute intra-ospedaliere e i contenziosi correlati.  Il progetto sul Monitoraggio delle cadute negli Istituti scientifici in area riabilitativa premiato al Premio Qualità del Network Joint Commission International 2015

Coordinamento, raccolta dati centralizzata e informatizzata, e coinvolgimento del personale. Sono queste le azioni chiave che hanno reso possibile affrontare di petto il grave problema delle cadute in ambito ospedaliero all’interno dei 17 Istituti scientifici   dell’IRCCS Fondazione Maugeri. Significativi i risultati, tenendo conto della tipologia di pazienti trattati inseriti in percorsi riabilitativi che tendono al massimo risultato di autonomia residua.
 
Il percorso di raccolta dati in ciascun Istituto inizia già nel 2008 per partire poi a regime nel 2010 con l’attivazione di modalità operative comuni a tutti. Nei cinque anni dal 2010 al 2014 sono stati monitorati complessivamente 150 mila ricoveri (30 mila/anno) afferenti alle varie strutture dislocate in Piemonte, Lombardia, Liguria, Campania, Puglia, Sicilia, registrando una media di 1600 cadute complessive all’anno ovvero il 5,6%, un dato positivo quasi sovrapponibile a quelli delle strutture per acuti dove il rischio cadute è decisamente inferiore. Altrettanto incoraggiante e positivo il dato relativo agli eventi che hanno portato ad una richiesta di risarcimento, peraltro sempre contenuta: 3 casi dal 2010 al 2013 per un esborso complessivo di 16 mila euro. Il progetto sul Monitoraggio delle cadute negli Istituti scientifici è stato premiato all’ultimo Premio Qualità del Network Joint Commission International 2015.
 
Il rischio cadute, variegato e fisiologicamente presente in una struttura riabilitativa, richiede quindi un approccio articolato coinvolgendo quasi sempre persone anziane fragili, persone con patologie anche neurologiche e degenerative. Stati che possono inficiare talune funzionalità e nelle quali la caduta può produrre danni che riducono la mobilità e l’indipendenza, comportano ansia e ostacoli alla riabilitazione e portano ad una degenza prolungata, contribuendo in tal modo a costi aggiuntivi ospedalieri e sociali. E’ a partire da queste premesse, ma consapevole che il rischio caduta può essere entro certi limiti evitato, che la Direzione Sanitaria Centrale di Fondazione Maugeri ha approcciato il problema su diversi piani, coinvolgendo Unità Operative ritenute strategiche nella messa in atto di un cambiamento strutturale, con l’obiettivo di raggiungere un grado ottimale di standardizzazione del dato raccolto, punto focale per attuare idonee politiche di intervento.
 
Si è quindi partiti da una valutazione oggettiva del rischio ambientale con il supporto del Servizio di Prevenzione e Protezione per cercare di eliminare o prendere in considerazione tutti gli impedimenti o elementi che potessero essere causa di caduta nei locali frequentati dai pazienti; il passo successivo è stato valutare attentamente le condizioni cliniche del paziente per stimarne il rischio individuale tramite scale validate, (Morse in prima battuta e poi in caso di positività al rischio la scala Stratify); poi si è richiesto di procedere alle rilevazioni e registrazioni obbligatorie delle cadute secondo un unico protocollo e in questo passaggio l’informatizzazione della cartella clinica infermieristica, anche questa unica per tutti i reparti di riabilitazione, ha assicurato una tempestiva e corretta raccolta delle informazioni.
 
I dati sulle cadute, pluriennali, sistematici e standardizzati - afferma il dottor Claudio Garbelli Direttore Sanitario centrale - ci hanno permesso di individuare i nostri punti deboli e da qui agire per mettere in atto strategie concrete attraverso il coinvolgimento fattivo del personale che si è dimostrato sempre molto motivato. Tenendo conto della casistica delicata e complessa dei degenti dei nostri reparti abbiamo rilevato che alla base della caduta spesso ci sono le condizioni cliniche (26% - 2014), o ancora la mancata osservazione delle indicazioni date dal personale circa le modalità di movimento (39% - 2014). Significativo è anche il dato relativo alle cadute ripetute in capo allo stesso paziente: la pronta rilevazione di questa tipologia di evento, ad esempio, permette di agire rapidamente con modalità efficaci e, infatti, il trend 2010-2014 è in calo dal 20,4% al 18,3%. Ma soltanto conoscendo a fondo la problematica è stato possibile intervenire in maniera precisa”.
 
Per comprendere la positività del dato cadute nel suo complesso, (5,6%), è stato anche utile analizzare in percentuale in quali reparti si concentrano le cadute: nel 56,6% in Riabilitazione Neuromotoria, 20% Cardiologica, 10,8% Pneumologica, 3,1% Cure sub acute, 8,8% Acuti, ovvero il maggior numero di eventi si registra nei reparti dove la mobilità del paziente è al centro del percorso riabilitativo.
 
Ma l’evento caduta oltre alle implicazioni per il paziente (30% esito di contusioni, 29% escoriazioni, 13% ferite, 12% trauma cranico) deve essere analizzato anche dal punto di vista economico, in termini di costo per la struttura per la gestione degli accertamenti: in questo caso l’esborso nel 2013 si attesta intorno ai 70 mila € riferiti soprattutto ad interventi per osservazione del paziente (20 mila € ca.), TC Encefalo (15 mila € ca.), Medicazioni (15 mila € ca.), Radiografie (15 mila € ca.), senza contare eventuali giornate di degenza aggiuntive; infine, ma non meno rilevante, è il dato sull’ammontare dei contenziosi: su quest’ultimo fronte vale la pena evidenziare il numero minimo di eventi che in Fondazione Maugeri hanno portato ad una richiesta di risarcimento: 3 casi dal 2010 al 2013 per un esborso complessivo di 16 mila euro.

Alcuni dati significativi

  • Orario caduta: il maggior numero di cadute (6%) si concentra dalle ore 7 alle ore 8 del mattino
  • Dove: le cadute avvengono nel 66% dei casi nella camere di degenza, quindi nel bagno (20%), corridoio (5%), palestra (2%)
  • Modalità della caduta: da posizione eretta (44%) seguita da caduta da sedia a rotelle (18%)
  • Dinamica della caduta: cade mentre sale-scende dal letto (14%), scivola da seduto (13%),
  • Tipo di intervento attuato: nel 31% dei casi nessun intervento; 26% osservazione del paziente; 14% medicazione; 10% crioterapia
  • Esito caduta: 30% contusioni e 29% escoriazioni, 12% trauma cranico
  • Azioni preventive contenitive attuate: nel 16% dei casi installazione di spondine reti al letto e nel 6% di tavolini per carrozzine
  • Azioni preventive non contenitive attuate: nel 32% dei casi si sono aumentati gli interventi educazionali; nel 28% dei casi si è incrementata la sorveglianza del paziente; e nel 15% la mobilizzazione assistita.