Ricerca e paziente fragile

Comunicato stampa

Fondazione Salvatore Maugeri, parte il programma di ricerca interamente dedicato al paziente fragile

 

Milano, 12 giugno 2019 – Oggi a Milano la Fondazione Salvatore Maugeri ha presentato il suo programma di attività per i prossimi anni. La ricerca clinica, le attività di studio e analisi sul territorio saranno tutte incentrate sulla migliore definizione e presa in carico del paziente fragile.

La definizione di fragilità non è univoca nella comunità scientifica internazionale. Tuttavia, in linea generale potremmo definire fragile un paziente con una ridotta resistenza ai numerosi fattori in grado di scatenare uno stato di malattia (stressors). Si tratta di soggetti “vulnerabili”, molte volte affetti da malattie croniche complesse, con presenza di comorbilità, instabilità clinica, politerapia e con ridotta autosufficienza. Si possono, in alcuni casi, aggiungere problematiche sociali e familiari che rendono ancor più difficile la gestione.

Nella definizione di fragilità anche il mondo della Medicina Generale, osservatorio di grande importanza, sviluppa perlopiù il concetto clinico di multimorbidità e instabilità clinica.

Per questo motivo nel mondo sanitario sta costantemente aumentando l’interesse nei confronti della componente anziana e fragile della popolazione.

Se pensiamo che tra circa 25 anni una persona su 3 avrà più di 65 anni[1]  - gli over 65 sono il 22,3% della popolazione e arriveranno al 33,5% nel 2045 - guardando al futuro il sistema dovrà farsi carico di questa fascia molto grande di popolazione.

Pertanto, la sfida attuale è rappresentata dalla gestione efficace ed efficiente dei pazienti fragili. Sfida assai complessa per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, destinata a crescere nel futuro in conseguenza all’invecchiamento della popolazione.

“Fondazione Salvatore Maugeri desidera diventare il principale riferimento culturale nello studio e nello sviluppo di attività di prevenzione primaria e secondaria a supporto del paziente fragile – ha dichiarato il Prof. Gualtiero Brugger, Presidente Fondazione Salvatore Maugeri. – In continuità con i valori del passato, valori da sempre legati alla dedizione verso i pazienti meno autosufficienti, con particolari difficoltà nell’affrontare il progressivo deterioramento del proprio stato di salute, desideriamo promuovere l’evoluzione dei modelli sanitari per la presa in carico del paziente fragile”.

La popolazione fragile, seppur non ancora ben definita, è comunque in crescita. Sono stati fatti diversi tentativi che vanno nella direzione di una risposta volta a comprendere la numerosità dei pazienti fragili. In uno studio condotto da Rockwood et al. nel 2004[2] su una popolazione canadese, è stato evidenziato che, con il crescere dell’età, la fragilità aumenta passando dal 7% in pazienti con fascia di età tra i 65-74 anni al 36,6% in pazienti con più di 85 anni. In Italia, una ricerca del 2018, svolta da un gruppo di medici di medicina generale della regione Veneto, stima che più del 20% dei pazienti anziani è considerato fragile[3].

Proprio per arrivare ad una definizione universale e condivisa di paziente fragile, Fondazione Salvatore Maugeri prenderà parte attiva al dibattito internazionale scientifico dove già si discutono diverse definizioni – spiega il Prof. Antonio Spanevello, Direttore Programmi Scientifici di Fondazione Salvatore Maugerie pertanto Fondazione Salvatore Maugeri intende contribuire attivamente ad una migliore profilazione del paziente fragile grazie alla sua esperienza molto forte sul campo”. 

La Fondazione Salvatore Maugeri promuoverà nei prossimi anni in particolare 5 linee di ricerca.

L’attività di ricerca è rappresentata in maniera importante dalla ricerca di base a ricaduta traslazionale[4], nel dettaglio abbiamo:

 

  1. Medicina Riabilitativa Neuromotoria: studi di misurazione dell’outcome in tutte le principali patologie neuromotorie che conducono allo stato di fragilità, quali ictus, mielolesioni, Parkinson, SLA.

 

  1. Cardioangiologia riabilitativa: in particolare il filone di studio dei determinanti di malattia, dell’interazione tra terapie farmacologiche e riabilitative, dell’identificazione di biomarcatori predittori di prognosi in pazienti affetti da scompenso, ischemia e aritmie.

 

  1. Pneumologia riabilitativa: sperimentazione di nuovi modelli riabilitativi centrati sulle cure territoriali e domiciliari. La patogenesi infiammatoria ed immunologica di alcune malattie respiratorie può spiegare l’evoluzione verso lo stato di fragilità.

 

Le altre due linee di ricerca Medicina clinico-specialistica e la Medicina del Lavoro e rischi da esposizione in ambiente lavorativo sono una prosecuzione del filone di ricerca del fondatore Salvatore Maugeri.

 

Guardando ancora più in avanti, verso l’ambizione di divenire promotori della cultura del paziente fragile, Fondazione Salvatore Maugeri propone delle azioni concrete sul territorio e lavori di ricerca organizzativa che affianchino la linea di ricerca scientifica, volti a riconoscere la condizione di fragilità come aggravante delle patologie croniche e definirne i modelli di prevenzione e presa in carico più appropriati.

 

“A tale scopo, Fondazione Salvatore Maugeri promuoverà da una parte una serie di indagini in partnership con associazioni pazienti per comprendere i bisogni dei pazienti fragili, e dall’altra lavorerà con enti universitari per una migliore identificazione del paziente fragile. – ha concluso Luca Damiani, Consigliere Fondazione Salvatore Maugeri Vogliamo essere catalizzatori dei bisogni e trovare insieme la strada per gestirli, è per questo motivo che istituiremo in collaborazione con alcuni atenei italiani, premi e borse di studio rivolte a studenti universitari che hanno affrontato il tema del paziente fragile”.

 

Come ente no profit, Fondazione Salvatore Maugeri ha una eredità importante da tramandare che porterà avanti attraverso le proprie attività di ricerca, le attività di fundraising con le devoluzioni 5x1000 e attraverso la raccolta di donazioni da privati e società.

Alla conferenza stampa, moderata dalla giornalista Barbara Gobbi de Il Sole 24 Ore, ha partecipato anche Antonio Pinna, autore col regista Antonello Carboni di un documentario sulla SLA, sponsorizzato da Fondazione, e Marco Caligari, ricercatore dell'IRCCS Maugeri di Veruno (No) che, col suo Laboratorio di ricerca in Comunicazione e Domotica, studia soluzioni tecnologiche proprio per i pazienti colpiti da questa patologia.

Un servizio televisivo sull'evento QUI


[1] Report ISTAT 2017 “Il futuro demografico del Paese”, maggio 2018

2Rockwood K et al. Prevalence, attributes, and outcomes of fitness and frailty in community-dwelling older adults: report from the Canadian study of health and aging. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2004 Dec;59(12):1310-7

[3] A. Battaggia et al. Prevalence of frailty in older people in Veneto, J Drug Assess, 2019; 8(1): 1 - 12

[4] In questo ambito sono da supportare studi sugli approcci biologici finalizzati alla modifica del substrato patologico nei pazienti fragili e studi sui meccanismi di malattia che possono dare un contributo essenziale alle terapie ai fini della riduzione dello stato di fragilità.