Chi è il paziente fragile

Il paziente fragile è un paziente «vulnerabile», un paziente che molte volte è affetto da malattie croniche complesse, con presenza di comorbilità, instabilità clinica, politerapia e con ridotta autosufficienza, in alcuni casi si possono aggiungere problematiche sociali e familiari che rendono ancor più difficile la gestione.

Possiamo definire fragili quei pazienti che presentano una ridotta resistenza ai numerosi fattori in grado di scatenare uno stato di malattia (stressors).

Il “paziente fragile” è quindi un paziente che tende ad aggravamento, a maggiori complicanze, a scompensi multipli a cascata, a frequenti ricoveri ospedalieri e a maggior rischio di morte o di disabilità.

È il paziente che vive una condizione in cui coesistono altre patologie, spesso croniche, che richiedono l’uso contemporaneo di diverse terapie farmacologiche (politerapia), insieme a disabilità e a problematiche sociali. Tutte queste condizioni, intersecandosi tra loro, rendono l’organismo «vulnerabile» causando la perdita, totale o parziale, di una o più capacità funzionali di base.

Il concetto di «fragilità» ha sollevato molto interesse e dibattito negli ultimi anni e nonostante l’ampio spazio dedicato dalla letteratura scientifica, tuttora non esistono criteri condivisi per identificare il paziente fragile. La popolazione fragile seppur non ancora ben definita è comunque in crescita.

Le patologie croniche sono caratterizzate dal paradigma della “complessità” e la “fragilità” ne è un inevitabile aspetto, un nuovo bisogno di salute non ancora  pienamente soddisfatto dai Sistemi Sanitari, che devono riflettere su quali siano gli elementi fondamentali per rispondere a queste nuove esigenze. Per questo motivo sono necessari criteri condivisi per la definizione dei fattori di rischio della fragilità clinica, della sua diagnosi precoce, e della sua gestione continua.

La fragilità riguarda tutte le tappe della vita ma, negli ultimi decenni, come noto, la popolazione si sta sempre più caratterizzando per la presenza di una forte componente di persone anziane, che possono anch’esse presentare una condizione di «fragilità» a causa della riduzione funzionale di più organi ed apparati.

Individuare e gestire il paziente fragile è quindi una sfida assai complessa per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, destinata a crescere nel futuro in conseguenza anche all’invecchiamento della popolazione.

Sono necessarie continue ricerche volte a riconoscere la condizione di fragilità come aggravante delle patologie croniche e a definirne i modelli di prevenzione e presa in carico più appropriati.

È prima di tutto necessario che la comunità scientifica sviluppi e condivida conoscenze sulla fragilità clinica e che le Istituzioni sanitarie aumentino l’attenzione su questi pazienti poichè un’appropriata e precoce presa in carico del paziente fragile può portare alla riduzione delle ospedalizzazioni o dei tempi di degenza, potenziando la continuità ospedale – territorio e ottimizzando così l’utilizzo delle risorse economiche ed organizzative e, in molti casi, può arrivare a garantire ai pazienti fragili una maggior sopravvivenza in assenza di disabilità, con un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari.

Il nostro impegno

Supportare studi, ricerche e sperimentazioni a favore del paziente fragile per Fondazione Salvatore Maugeri significa dare risposte concrete non solo a pazienti ed ai loro familiari, ma anche alle Istituzioni sanitarie e a tutti i cittadini. Vogliamo contribuire in prima persona ad una nuova consapevolezza di «fragilità» e all’individuazione di modelli sanitari per gestire in maniera più efficiente ed efficace nuovi setting di cura paziente fragile.

FONDAZIONE SALVATORE MAUGERI

meno fragili insieme